{"id":637,"date":"2023-05-09T11:11:21","date_gmt":"2023-05-09T11:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/iismas.org\/sito\/?p=637"},"modified":"2023-05-25T15:24:37","modified_gmt":"2023-05-25T15:24:37","slug":"rom-e-sinti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iismas.org\/sito\/rom-e-sinti\/","title":{"rendered":"Rom e Sinti"},"content":{"rendered":"<p>Da anni l\u2019IISMAS monitora e analizza le problematiche di esclusione e discriminazione vissute da rom e sinti in Italia e all\u2019estero. La pi\u00f9 grande minoranza etnica d\u2019Europa continua a vivere in condizioni di marginalit\u00e0 estrema, bassissimi livelli educativi, scarso accesso ai servizi socio-sanitari, livelli di iscrizione al servizio sanitario nazionale minime opportunit\u00e0 di occupazione. Le precarie condizioni abitative esasperano la condizione di salute di un popolo di bambini, contraddistinto da alti livelli di mortalit\u00e0 infantile, basso peso alla nascita e limitate aspettative di vita.<\/p>\n<p>Su tutto questo pesa uno status giuridico altrettanto precario, composto non solo da comunit\u00e0 storiche italiane, ma anche da cittadini di Stati dell\u2019Unione Europea, cittadini di paesi terzi e da famiglie che hanno perso la loro cittadinanza di origine con la scomparsa dei loro Stati, a seguito del disfacimento della Ex Jugoslavia.<\/p>\n<p>L\u2019IISMAS ha promosso in questi anni studi, ricerche e momenti seminariali di riflessione sugli\u00a0 ostacoli strutturali che impediscono la piena inclusione dei rom e il loro pieno godimento dei diritti di cittadinanza. La discriminazione che questo universo di popoli subisce da secoli resta una barriera insormontabile, che impedisce l\u2019integrazione e che, attraverso lo stigma e i pregiudizi, mette a repentaglio ogni sforzo di inclusione. La conoscenza di questi ostacoli e proposte politiche di superamento delle discriminazioni possono supportare l\u2019attuazione della Strategia nazionale di inclusione sociale dei rom, promossa nel 2012 dal Dipartimento per le Pari Opportunit\u00e0 e dall\u2019UNAR, Punto di contatto nazionale per la Strategia rom.<\/p>\n<h4 class=\" text-center\"><b>IL NOSTRO IMPEGNO CONTRO L\u2019ANTIZIGANISMO<\/b><\/h4>\n<p>L\u2019antiziganismo e manifestazioni di odio nei confronti dei Rom e Sinti sono tra le forme di razzismo pi\u00f9 diffuse in Europa e nel nostro paese. Casi di antiziganismo si registrano nell\u2019ambito dei media, nell\u2019accesso alla casa, al lavoro, negli spazi pubblici e nei discorsi politici, nelle relazioni con le forze di polizia.<\/p>\n<p>Per questo motivo, l\u2019IISMAS ha avviato da anni una riflessione interna sull\u2019esigenza di sviluppare strumenti di sensibilizzazione contro l\u2019antiziganismo, utili per le attivit\u00e0 di formazione professionale, volti a destrutturare i processi di stigmatizzazione e criminalizzazione dei cittadini di origine rom o sinta e garantire loro pari diritti di cittadinanza.<\/p>\n<p>Con il progetto europeo NET-KARD,\u00a0 finanziato dal Programma \u201cDiritti fondamentali e cittadinanza\u201d dell&#8217;Unione Europea (DG Giustizia) e coordinato dalla Fundaci\u00f3n Secretariado Gitano, l\u2019IISMAS ha avviato un partenariato con enti e organismi spagnoli, portoghesi e rumeni, per creare reti e metodologie di lavoro tra attori chiave coinvolti nel contrasto alle discriminazioni e nel sostegno alle vittime, come: avvocati e giuristi, forze dell&#8217;ordine, associazioni rom e operatori dei\u00a0 media.<\/p>\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>ACCESSO AI SERVIZI SANITARI<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019accesso ai servizi sanitari per gli stranieri e i neocomunitari indigenti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p>La disciplina in materia di assistenza sanitaria, risultante dalle disposizioni del T.U. (Decreto legislativo 286\/98), \u00e8 fondata sulla distinzione tra \u201cregolare soggiorno\u201d e semplice \u201cpresenza\u201d dello straniero sul territorio italiano, ai fini dell\u2019iscrizione al Servizio sanitario nazionale e alla conseguente possibilit\u00e0 di usufruire delle sue prestazioni; in altri termini, viene effettuata una distinzione tra chi soggiorna regolarmente e chi non \u00e8 in regola con la normativa in materia di ingresso e soggiorno, e nel primo caso, diversificando ancora le prestazioni riconosciute a seconda del tipo e della durata del titolo di soggiorno e dunque riconoscendo una tutela della salute direttamente proporzionale al grado di integrazione dell\u2019immigrato. In tema di tutela della salute quindi, le differenze di trattamento nei confronti degli stranieri non si fondano sulla cittadinanza, quanto piuttosto sulla regolarit\u00e0 o meno della residenza e sul livello di integrazione dello straniero in un determinato contesto sociale e territoriale.<\/p>\n<p>La normativa e la giurisprudenza sono infatti concordi nell\u2019uguagliare il diritto alla salute dell\u2019immigrato regolarmente residente a quello del cittadino italiano, riconoscendo invece allo straniero irregolare la tutela di un \u201cnucleo irriducibile\u201d di tale diritto. Al riguardo, il comma 3 dell\u2019art. 35 T.U. garantisce agli stranieri irregolarmente presenti sul territori italiano le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali ancorch\u00e9 continuative, per malattia e infortunio e sono estesi i programmi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva; inoltre, l\u2019accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non pu\u00f2 comportare alcun tipo di segnalazione all\u2019autorit\u00e0, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parit\u00e0 di condizioni con il cittadino italiano.<\/p>\n<p>Tale disposizione nasce dall\u2019esigenza di garantire agli stranieri irregolari che la richiesta di prestazioni sanitarie non comporti l\u2019adozione, da parte dell\u2019autorit\u00e0 di pubblica sicurezza, di provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, giustificati dalla violazione delle norme sull\u2019ingresso e soggiorno. La norma mostra quindi la volont\u00e0 di far prevalere la tutela della salute sulle esigenze di ordine pubblico collegate alla lotta contro l\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>Tuttavia, il divieto di segnalazione non deve essere inteso come l\u2019attribuzione allo straniero irregolare di una posizione privilegiata, n\u00e9 che le strutture sanitarie siano autorizzate a registrare le prestazioni erogate in forma anonima: dal momento che sono spesso necessarie le comunicazioni che il servizio sanitario deve inoltrare al Ministero dell\u2019Interno (si pensi ad esempio alle procedure per il recupero degli oneri sostenuti per le prestazioni ospedaliere urgenti o essenziali), \u00e8 stato introdotto un meccanismo di identificazione dell\u2019assistito che \u00e8 volto al contempo a garantire l\u2019anonimato nelle comunicazioni con le autorit\u00e0 diverse da quelle sanitarie, e ad attribuire allo straniero irregolare un codice identificativo, avente validit\u00e0 su tutto il territorio nazionale, idoneo per la prescrizione e la registrazione di tutte le prestazioni erogate dall\u2019art. 35 comma 3.<\/p>\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>UNA STRATEGIA NAZIONALE DI INCLUSIONE PER I ROM<\/strong><\/h4>\n<p><strong><em>\u201cinsiemi integrati di misure politiche nell\u2019ambito delle pi\u00f9 ampie politiche di inclusione sociale\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p>L\u2019attuazione della direttiva europea N. 43\/2000 tramite il D.Lgs. N. 215\/2003, per la promozione della parit\u00e0 di trattamento e la rimozione delle discriminazioni su base etnico-razziale, ha sicuramente dato un forte impulso per la lotta alla discriminazione contro rom e sinti, fornendo un valido strumento giuridico di tutela per il riconoscimento di diritti che le tante leggi regionali non avevano il potere di garantire.<\/p>\n<p>Il 2011 ha per\u00f2 introdotto una forte novit\u00e0 a livello comunitario che ha prodotto sviluppi pratici per l\u2019inclusione di Rom e Sinti. Con la Comunicazione N.173\/2011 \u201cUn quadro europeo per strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020\u201d, il 5 aprile 2011 la Commissione Europea ha avviato un percorso irreversibile che ha visto tutti i paesi dell\u2019Unione Europea presentare entro il 2012 delle Strategie nazionali di inclusione delle comunit\u00e0 rom.<\/p>\n<p>L\u2019adozione della Comunicazione al pi\u00f9 alto livello politico, ha comportato per gli Stati membri, e quindi anche per l\u2019Italia, la necessit\u00e0 di aggiornare o sviluppare Strategie di inclusione nazionale o \u201cinsiemi integrati di misure politiche nell\u2019ambito delle pi\u00f9 ampie politiche di inclusione sociale\u201d. Tutto ci\u00f2 ha impegnato gli Stati membri a definire e coordinare impegni concreti per l\u2019inclusione rom, focalizzando gli sforzi verso interventi in quattro settori chiave: occupazione, istruzione, accesso all\u2019alloggio e cure sanitarie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/iismas.org\/sito\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/07.-Strategia-nazionale-Rom-Sinti-e-Camminanti-PDF-Pubblicazione.pdf\">07. Strategia nazionale Rom, Sinti e Camminanti PDF Pubblicazione<\/a><\/p>\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>OLTRE GLI SGOMBERI<\/strong><\/h4>\n<p>\u201cTutelare i diritti fondamentali e di migliorare la condizione abitativa dei soggetti che subiscono le conseguenze dello sgombero\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p>Le precarie condizioni abitative in cui vivono rom e sinti sono alla base delle loro condizioni di salute precarie, e sono strettamente correlate alle scarse opportunit\u00e0 economiche e ai bassi livelli di scolarizzazione. Il dibattito sul superamento dei \u201ccampi nomadi\u201d in questi anni si sta accompagnando nella riflessione comune con proposte pi\u00f9 idonee all\u2019inclusione sociale. L\u2019IISMAS fa sue alcune di queste considerazioni, per proporre alle amministrazioni locali proposte abitative che, in caso di sgomberi di insediamenti rom, mantengano nella dovuta considerazione gli obblighi internazionali e l\u2019esigenza di tutelare i diritti fondamentali e di migliorare la condizione abitativa dei soggetti che subiscono le conseguenze dello sgombero, per pervenire ad una progettazione strutturale di logiche abitative multiple in grado di garantire un futuro alle comunit\u00e0 rom e di interrompere un circolo perverso che lega povert\u00e0 estrema, segregazionismo, discriminazione ed esclusione sociale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/iismas.org\/sito\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/06.-oltre-gli-sgomberi-Vulpiani-PDF-Estratto.pdf\">https:\/\/iismas.org\/sito\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/06.-oltre-gli-sgomberi-Vulpiani-PDF-Estratto.pdf<\/a><\/p>\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>Progetto NET-KARD<\/strong><\/h4>\n<p>Progetto europeo finanziato dal Programma \u201cDiritti fondamentali e cittadinanza\u201d dell\u2019Unione Europea (DG Giustizia).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block\">\n<div class=\"lft_side\">\n<div class=\"attribute-image\">\n<div class=\"img_frame\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" title=\"Il progetto NET-KARD\" src=\"https:\/\/www.iismas.it\/var\/eziismas_site\/storage\/images\/progetti\/europa\/italia\/rom-e-sinti\/il-progetto-net-kard\/10494-1-ita-IT\/Il-progetto-NET-KARD_large.jpg\" alt=\"Il progetto NET-KARD\" width=\"264\" height=\"181\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"rgt_side\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p>Il progetto si propone di trasferire le buone pratiche contro l\u2019antiziganismo nei paesi partner (Spagna, Portogallo, Romania, Italia), attraverso mappature e strumenti pratici rivolti a specifici attori chiave, come: i media, le forze di polizia, l\u2019associazionismo e gli avvocati. Guide per la formazione e l\u2019aggiornamento di questi settori professionali, prodotte in italiano, inglese, spagnolo, portoghese, rumeno e ungherese, potranno essere trasferite ai referenti chiave di questi ambiti professionali in qualsiasi paese europeo, per superare i pregiudizi, migliorare l\u2019efficacia\u00a0 nella lotta alle discriminazioni contro i Rom e il sostegno alle vittime. Per raggiungere questo obiettivo, il progetto ha permesso di creare \u00a0reti a livello nazionale e internazionale, tra giornalisti, avvocati, operatori sociali e forze di polizia, che operano insieme per uno scambio di problemi e prassi, per attivit\u00e0 congiunte di formazione e sensibilizzazione, e per agevolare il loro lavoro quotidiano in ogni attivit\u00e0 che coinvolga membri delle comunit\u00e0 rom e sinte.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da anni l\u2019IISMAS monitora e analizza le problematiche di esclusione e discriminazione vissute da rom e sinti in Italia e all\u2019estero. La pi\u00f9 grande minoranza etnica d\u2019Europa continua a vivere in condizioni di marginalit\u00e0 estrema, bassissimi livelli educativi, scarso accesso ai servizi socio-sanitari, livelli di iscrizione al servizio sanitario nazionale minime opportunit\u00e0 di occupazione. 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