{"id":786,"date":"2023-05-11T09:56:26","date_gmt":"2023-05-11T09:56:26","guid":{"rendered":"https:\/\/iismas.org\/sito\/?p=786"},"modified":"2023-06-06T11:00:35","modified_gmt":"2023-06-06T11:00:35","slug":"immigrazione-e-diritti-una-nuova-cultura-multiculturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iismas.org\/sito\/immigrazione-e-diritti-una-nuova-cultura-multiculturale\/","title":{"rendered":"IMMIGRAZIONE E DIRITTI: UNA NUOVA CULTURA MULTICULTURALE"},"content":{"rendered":"<p>Generosit\u00e0 e solidariet\u00e0 alimentano una nuova Italia multiculturale, che non si rassegna sempre a riconoscere il carattere irreversibile dei cambiamenti che la hanno contraddistinta in questi ultimi decenni, passando da paese di emigrazione a paese di immigrazione. Purtroppo, ancora oggi assistiamo a politiche istituzionali e risposte individuali di rifiuto e discriminazione nei confronti dei nuovi cittadini di origine straniera, in forte contraddizione con quanto la societ\u00e0 maggioritaria dimostra: il senso di una nuova normalit\u00e0 fondata sull\u2019interculturalit\u00e0 delle relazioni sociali.<\/p>\n<p>In questi anni l\u2019IISMAS ha condotto studi, ricerche, seminari e conferenze, per promuovere chiavi di lettura e linee guida per una centralit\u00e0 dell\u2019inclusione sociale, a livello politico-istituzionale e nei comportamenti interpersonali. Anche i nostri servizi sanitari non sono scevri da pregiudizi e discriminazioni, e non sempre favoriscono l\u2019accesso e l\u2019accoglienza. Esperienze portate avanti dall\u2019IISMAS in tal senso hanno condotto ad una nuova centralit\u00e0 della persona nei servizi, indipendentemente dalla propria nazionalit\u00e0 o dall\u2019origine etnica, dall\u2019et\u00e0, dalla disabilit\u00e0, dall\u2019orientamento sessuale, dalle proprie credenze e opinioni personali.<\/p>\n<div><a href=\"https:\/\/iismas.org\/sito\/formazione-4\/\" target=\"_self\" rel=\"noopener\"><u>CONVEGNI E WORKSHOPS<\/u><\/a><\/div>\n<div class=\"attribute-header\"><a href=\"https:\/\/iismas.org\/sito\/poverty-and-social-exclusion-in-the-who-european-region-health-systems-respond\/\" target=\"_self\" rel=\"noopener\"><u>POVERTY AND SOCIAL EXCLUSION IN THE WHO EUROPEAN REGION: HEALTH SYSTEMS RESPOND<\/u><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<div class=\"main-content-block\">\n<div class=\"rgt_side\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>DISCRIMINAZIONE IN AMBITO SOCIO-SANITARIO<\/strong><\/h4>\n<p>Strumenti e pratiche di prevenzione e contrasto della discriminazione razziale nell\u2019accesso all\u2019assistenza medica<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p>Succede in Europa: cure scarse per i pazienti pi\u00f9 poveri, a volte inesistenti se sono immigrati. In una ricerca 45,6% dei medici interpellati in Gran Bretagna, Italia, Norvegia e Svizzera, ha riportato esperienze di pazienti che non hanno potuto accedere alle cure perch\u00e9 non in grado di sostenerne i costi. Una discriminazione che si aggrava quando quell\u2019amministrativa si aggiunge a quell\u2019economica: in nessuno dei paesi membri dell\u2019Ue rispetta fino in fondo il diritto d\u2019assistenza medica dei migranti senza documenti, lasciando chiusa la porta dell\u2019ospedale a chi pu\u00f2 anche morire se non \u00e8 in regola con le norme nazionali.<\/p>\n<p>In Italia i comportamenti discriminatori in ambito socio-sanitario sono stati oggetto d\u2019indagine nel Progetto IISMAS \u201cServizi sanitari e discriminazione razziale. Strumenti e pratiche di prevenzione e contrasto della discriminazione razziale nell\u2019accesso all\u2019assistenza medica\u201d. L\u2019indagine \u00e8 stata collocata sulle procedure attuate nei parti cesarei in donne immigrate ponendo l\u2019attenzione sull\u2019assistenza dei servizi, l\u2019intervento terapeutico ed i modelli di comunicazione. Sono stati analizzati i dati su parti cesarei in quattro ospedali &#8220;campione&#8221; nelle citt\u00e0 di Roma, Torino Arezzo, nell\u2019anno solare 2006. Interviste ad operatori sanitari, distribuzione di 1000 questionari ad infermieri, e conduzione di focus group ad utenti\/pazienti stranieri provenienti prevalentemente dalle aree del Maghreb, Cina, Filippine, Centro Africa, Romania, Albania, Sud Asiatico, Est europeo e Rom e Sinti. Il lavoro coinvolto altres\u00ec dei mediatori interculturali come ponte tra le culture nella facilitazione all\u2019accesso alle esperienze degli stranieri.<\/p>\n<p>I risultati hanno evidenziato una discriminazione indiretta, fortemente evidenziata dai colloqui con le donne straniere che hanno partorito in Italia, quando il numero dei parti medicalizzati in Italia (il 30% delle partorienti, contro ogni raccomandazione dell\u2019OMS di non superare il 12%), si aggrava nei parti cesarei TC d\u2019urgenza (Tagli Cesarei) che raggiungono il 21, 4% nel caso delle donne immigrate, fino a ravvisare valori vicino al 100% nelle donne bengladeshi, filippine, peruviane.<\/p>\n<p>Le motivazioni sono da individuare prevalentemente da un mancato iter terapeutico-assistenziale, a confronto con le donne italiane. La percentuale di donne straniere che effettua la prima visita oltre la dodicesima settimana \u00e8 il 24% contro il 4,4%, un numero medio d\u2019ecografie inferiore, e l\u2019amniocentesi \u00e8 effettuata solo dal 6% delle straniere.<\/p>\n<p>Una discriminazione diretta, si \u00e8 registrata principalmente nei confronti delle donne musulmane, in particolare per coloro che indossano il velo, e negli osservanti la religione musulmana in generale. Non si possono, quindi, sottovalutare norme di comportamento per gli immigrati\/e, musulmani\/e, africani\/e in Italia, come d\u2019altronde, nel resto d\u2019Europa. Fondamentale \u00e8 anche la possibilit\u00e0 di scegliere una medica donna, soprattutto nel caso di visite ginecologiche, e l\u2019esigenza di ricevere men\u00f9 specifici.<\/p>\n<p>L\u2019indagine ha messo in risalto la grande difficolt\u00e0 della comunicazione, per il diverso approccio al parto, tra paziente e medico, con difficolt\u00e0 per entrambi. Si utilizzano metodologie d\u2019intervento, attraverso best practice, non sempre spiegate alle pazienti: su 20 donne straniere presenti in un ambulatorio a Roma, 18 di queste donne avevano partorito con parto cesareo d\u2019urgenza per cause sconosciute. L\u2019alto tasso dei Tc d\u2019urgenze \u00e8 da imputare senz\u2019altro ad una mancata attenzione nei confronti dell\u2019assistenza al paziente straniero. Superficialit\u00e0 evidenziabile nella mancanza di mediatori culturali nei servizi, nella disuguaglianza nell\u2019applicazione delle leggi negli ospedali e, soprattutto, nella poca continuit\u00e0 di cura e assistenza. Un Servizio Sanitario Nazionale non discriminante, al passo con i tempi, non pu\u00f2 permettere che in aree dove risiedono migliaia di stranieri regolari siano assenti servizi socio sanitari dedicati all\u2019immigrazione; consentendo un\u2019Italia a macchia di leopardo, dove anche i diritti fondamentali alla dignit\u00e0 umana sono concessioni legate alla residenza e allo status socio-economico.<\/p>\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>LA CARTA DEI VALORI IISMAS PER L\u2019ACCESSO AI SERVIZI<\/strong><\/h4>\n<p><em><strong>Per la promozione della salute senza discriminazioni.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p>L\u2019ISMASS ha ideato e promosso tra le Aziende Sanitarie una Carta dei Valori che assicuri, sul territorio nazionale, \u00a0il fatto che tutti gli utenti di origine straniera, fruitori del SSN, sia che si trovino in posizione di regolarit\u00e0 che di irregolarit\u00e0 giuridica, possano usufruire dell\u2019accesso alla cura senza distinzioni di sesso, et\u00e0, appartenenza etnica, culturale, nazionalit\u00e0, lingua, religione, orientamenti sessuali, condizioni psico-fisiche, sociali e opinioni politiche.<\/p>\n<p>La Carta dei Valori rappresenta uno strumento utile per l\u2019organizzazione e la formazione professionale degli operatori sanitari, volta al riconoscimento della diversit\u00e0 etnica e culturale, come presupposto di una piena inclusione nell\u2019attuale societ\u00e0 multiculturale e multietnica.<\/p>\n<div class=\"\">\n<div class=\"content-view-embed\">\n<div class=\"class-image\">\n<div class=\"attribute-image\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" title=\"LA CARTA DEI VALORI IISMAS\" src=\"https:\/\/www.iismas.it\/var\/eziismas_site\/storage\/images\/media\/images\/la-carta-dei-valori-iismas\/7390-1-ita-IT\/LA-CARTA-DEI-VALORI-IISMAS_medium.jpg\" alt=\"LA CARTA DEI VALORI IISMAS\" width=\"199\" height=\"285\" \/><\/div>\n<div>\n<div class=\"attribute-header\">\n<h4><strong>SHARING THE HEALTH FOR SHARING THE FUTURE<\/strong><\/h4>\n<p><strong><em>Per la promozione della salute senza esclusioni.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"main-content-block-full\">\n<div class=\"attribute-long\">\n<p class=\" text-justify\">Le violazioni dei Diritti Umani non avvengono solo nella forma di violazioni gravi e sistematiche e non \u00e8 escluso che possano verificarsi anche in Paesi che godono di un sistema democratico consolidato e di un clima generale di libert\u00e0 e di tolleranza. \u00c8 sulla base di questa considerazione che\u00a0 l\u2019Assemblea Generale ha ratificato la risoluzione dell\u2019ONU 48\/134 del 1993, con cui \u201cinvita gli Stati membri a creare istituzioni nazionali per la promozione e la protezione dei diritti umani\u201d che rispondano ai criteri di pluralismo ed indipendenza.<\/p>\n<p class=\" text-justify\">L\u2019Italia non ha ancora risposto all\u2019appello dell\u2019Assemblea Generale, ed \u00e8 per questo che \u00e8 nato alla fine 2001 il COMITATO PER LA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI, una rete, ad oggi, di 48 associazioni ed organizzazioni attive nel settore dei diritti umani, con lo scopo principale di promuovere la costituzione in Italia di una Istituzione nazionale\u00a0 indipendente, per la tutela e la promozione dei diritti umani fondamentali, attraverso l\u2019adozione di una legge ad hoc. La questione \u00e8 espressamente considerata nell\u2019Agenda della Commissione, al punto 18,Effective functioning of human rights mechanisms, lett. b) National istitutions and regional arrangements.<\/p>\n<p class=\" text-justify\">Dal settembre 2004 anche l\u2019IISMAS \u00e8 entrata a far parte della rete di associazioni che compongono il Comitato. Ancora prima di veder istituzionalizzata la sua posizione all\u2019interno del Comitato l\u2019IISMAS ha preso parte al gruppo di lavoro che ha curato la stesura di un \u00a0RAPPORTO SUPPLEMENTARE AL RAPPORTO DEL GOVERNO ITALIANO SULL\u2019APPLICAZIONE DEL PATTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI (1966) DISCUSSO PRESSO IL COMITATO DELLE NAZIONI UNITE a GINEVRA, dall\u20198 al 26 NOVEMBRE 2004. In particolare, l\u2019IISMAS ha curato la parte relativa al diritto della salute in Italia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Generosit\u00e0 e solidariet\u00e0 alimentano una nuova Italia multiculturale, che non si rassegna sempre a riconoscere il carattere irreversibile dei cambiamenti che la hanno contraddistinta in questi ultimi decenni, passando da paese di emigrazione a paese di immigrazione. 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