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Contesto: La proposta di progetto riflette la situazione dell’Etiopia. Il paese è stato sconvolto da un conflitto armato interno. La popolazione civile di diverse Regioni del centro-nord ha subito ogni genere di soprusi e violenze in Tigray, in Amhara, in Oromia, in Afar. La guerra ha portato anche impoverimento, crisi economica, mancanza di cibo e di medicinali, distruzioni di strutture sanitarie, blocco del sistema scolastico, nascita di campi di sfollati nei grandi centri, in particolare nella capitale Addis Ababa, e la presenza di violenze sulle donne, adolescenti e anche bambine, i cui corpi sono stati usati come strumento di vendetta. Una pacificazione viene chiesta a livello internazionale, per poter portare cibo e medicinali e ricostruire la civile convivenza fra le diverse parti ed etnie del paese. Le donne e i minori stanno pagando un prezzo altissimo. Prima l’irruzione, le offese, le minacce, le botte, e lo stupro di gruppo a sfondo razziale, in alcuni casi anche di fronte ai figli. Così i racconti di donne ad Amnesty International, a Human Rights Watch, agli Ospedali locali che hanno ricoverato donne e bambini. Molte donne, sole o con figli, sono scappate dalle zone di guerra rifugiandosi nelle città più sicure ospitate da parenti o da improvvisati campi per sfollati. Una parte di loro è riuscita a raggiungere l’area della capitale Addis Ababa, ritenuta sicura ed esente da attacchi armati. La situazione degli sfollati è precaria, il bisogno primario è sopravvivere, da tutti i punti di vista, e tentare di costruirsi un futuro così come ricongiungersi quando possibile con la comunità di provenienza.

Sintesi del progetto: Il progetto intende sostenere donne vittime di violenza, di abusi, ferite e rese vulnerabili dai conflitti interno che da due anni colpisce l’Etiopia costringendole a lasciare le zone di guerra e a rifugiarsi presso parenti, amici ma soprattutto in campi per sfollati, sparsi in tutto il centro nord Etiopia fino ad Addis Ababa. Le donne, anche con minori, verranno sostenute con interventi sui bisogni primari, come l’alimentazione, con cure mediche anche specializzate, con la possibilità di ricostruirsi una vita e un futuro e di ricongiungersi con la famiglia e la comunità di residenza. Verranno garantite in Etiopia e all’estero cure specialistiche se necessarie e un’opera di sensibilizzazione sull’uso del corpo delle donne come arma di guerra nei conflitti.

Partner:
Associazione locale Sara Canizzaro Child Minders (SCCMA) www.saracenter.org

Tigray Health Bureau

Red Cross Ethiopia